Dopo la recente acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, stanno emergendo sempre più preoccupazioni finanziarie legate al neonato colosso e alle sue nuove dimensioni.
La fusione fra le attività di wealth management dei due istituti andrebbe a totalizzare masse gestite per 3.400 miliardi di dollari (dati fine 2022), il che renderà la nuova UBS il secondo gestore patrimoniale al mondo dietro Morgan Stanley (a 4.100).
Per intenderci meglio, le attività combinate della nuova entità (con circa 1,7 trilioni di dollari) ammontano al doppio della produzione economica annuale della Svizzera (800 mld di dollari).
Si crea quindi una forte disparità tra la dimensione della banca e quella del Paese, il quale si troverebbe di fronte ad un grosso problema nel malaugurato caso in cui UBS riscontrasse in futuro delle difficoltà.
Pertanto, il cosiddetto “Too Big to fail” è ancor più marcato in questo caso in quanto si è creato un enorme rischio di concentrazione e di controllo del mercato finanziario svizzero (30% circa).
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