Nel 2022, il mercato obbligazionario mondiale ammontava a 133 trilioni di dollari, quindi uno dei più grandi mercati di capitali al mondo.
Per mercato bond, si intendono sia titoli obbligazionari emessi dallo stato sia obbligazioni di enti/società private.
Il grafico, basato sulle stime della Bank for International Statements (BIS – Istituto finanziario internazionale detenuto dalle banche centrali mondiali) mostra chiaramente che a farla da padrone sono, manco a dirlo, Stati Uniti e Cina.
Insieme detengono circa il 55% del mercato globale.
È un mercato quello dei bond che ha risentito molto nel 2022 dell’aumento dei tassi praticato dalle banche centrali per contrastare l’inflazione, che ha comportato un generale ribasso delle valutazioni, vista la loro relazione inversa.
Questa politica restrittiva da un lato favorisce le banche che possono disporre di un margine di interesse più ampio dall’altro impatta negativamente perché i titoli obbligazionari in ptf perdono di valore.
Vista l’ampiezza di questo mercato, cresciuto molto rapidamente durante il periodo della politica accomodante e dei tassi di interesse estremamente bassi, il perdurare della situazione porterà inevitabilmente a delle ripercussioni sul settore bancario in generale (vedi i casi dei fallimenti di Silicon Valley Bank e Credit Suisse).
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