La scorsa settimana l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (#OCSE) ha abbassato le previsioni sullo sviluppo dell’economica italiana.
La crescita del Pil italiano è stimata allo 0,8% sia nel 2023, così come nel 2024.
Ci sono da fare delle dovute precisazioni:
- le revisioni al ribasso hanno riguardato tutti i Paesi dell’organizzazione
- nel 2022 L’Italia ha fatto registrale una crescita record del 3,80% ben al di sopra di Germania e Francia
In generale, la zona euro dovrebbe crescere quest’anno dello 0,6% per poi accelerare al + 1,1% nel 2024.
Il problema di fondo dell’Italia è che, dopo un periodo di forte crescita (post pandemia), trainata soprattutto dalla spinta del superbonus (nel bene e nel male), torni ad essere una economia debole per non dire stagnate.
Per quanto riguarda l’inflazione (area euro) dovrebbe passare dall’8,4% del 2022, al 5,5% del 2023, al 3% del 2024.
Le raccomandazioni dell’Ocse possono pertanto essere riassunte:
- Le politiche monetarie devono rimane restrittive
- I governi devono affrontare il problema del debito elevato e della crescente pressione sulla spesa pubblica
- Servono riforme strutturali per ridurre le barriere e favorire la crescita e la qualità del commercio
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