Secondo la BancaMondiale il Pil della Cina crescerà del 4,4% nel 2024, in ribasso rispetto al 4,8% previsto ad aprile.
Quest’anno, invece, il Paese dovrebbe crescere del 5,1% raggiungendo l’obiettivo del 5% che, in ogni caso, resta uno dei target più bassi fissati da Pechino negli ultimi decenni.
Le cause che hanno portato a questi risultati sono ormai note a tutti : la crisi del settore immobiliare (questa estate ha visto l’ennesimo crollo del colosso Evergrande), il debito elevato e l’invecchiamento della popolazione (la politica di contenimento delle nascite sta portando ora risultati nefasti).
Anche la ritardata riapertura delle frontiere a seguito dell’emergenza Covid ha destabilizzato tutto il settore dell’export, il quale incide fortemente sul Pil del paese.
L’allentamento da parte del governo delle ampie restrizioni indotte dal Covid non ha portato ancora tutti i suoi frutti.
Infine, sul fronte geopolitico, il rischio di un’escalation delle tensioni con Taiwan rimane sempre presente.
Pertanto, siamo ancora in una situazione di evidente stallo che tuttavia, con le dovute precauzioni, potrebbe essere un interessante punto di ingresso nel mercato finanziario cinese.
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