Per concludere la trilogia sulle materie prime, non possiamo non citare il rally del rame, il cui prezzo viaggia intorno ai 10.000 dollari a tonnellata, ai massimi da circa due anni.
I motivi di questo rialzo sono molteplici.
Primo fra tutti è la comune convinzione che l’offerta del metallo rosso faticherà a tenere il passo con l’aumento della domanda globale.
Domanda trainata da segnali di miglioramento da parte della Cina e da un boom della spesa per infrastrutture dell’India.
In secondo luogo, il rame, essendo un eccellente conduttore di elettricità, è visto come il metallo chiave per la transizione energetica e, insieme al nichel, è uno dei materiali necessari per la trasformazione nei settori dell’energia e dei trasporti.
Infine, una forte spinta è data dalla recente esplosione dell’AI, in quanto il rame è un componente fondamentale nei nuovi data center, sempre più potenti e sofisticati. Si parla di circa 1 milione di tonnellate in più da qui al 2030 solo a causa dell’AI.
Il modo più semplice ed economico per esporsi all’evoluzione del prezzo del rame è sicuramente attraverso un ETC.
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