Creato dal settimanale britannico “The Economist” nel 1986, è nato come un semplice strumento per valutare e confrontare le diverse valute mondiali.
Il Big_Mac_Index è un indicatore economico informale che confronta il potere di acquisto fra diverse valute utilizzando il prezzo di un Big Mac negli Stati Uniti come parametro di riferimento.
In pratica, mostra quanto costa un Big Mac in vari paesi rispetto agli Stati Uniti, in tal modo valuta anche i tassi di cambio ovvero se una valuta ha più o meno potere d’acquisto rispetto agli USA (logicamente senza considerare fattori come tasse, costi di produzione locali e barriere di mercato).
Paesi europei come Svizzera (+44%), Norvegia e quelli della zona euro tendono ad avere Big Mac più costosi rispetto agli Stati Uniti.
Ciò indica che queste valute europee potrebbero essere sopravvalutate rispetto al dollaro statunitense.
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