La prospettiva di un accordo di pace tra Russia e Ucraina, seppur non imminente, potrebbe trasformarsi in un catalizzatore per i mercati europei entro il 2026.
Un cessate il fuoco favorirebbe la riduzione dei prezzi #energetici e darebbe impulso alla #ricostruzione, stimata in oltre 524 miliardi di euro nel prossimo decennio, con una domanda di cemento pari a 16 milioni di tonnellate l’anno.
Secondo Goldman Sachs, l’indice #Ukraine Ceasefire (GSXECEAS Index) individua 50 società europee che beneficerebbero maggiormente da questa svolta: tra le prime figurano #ArcelorMittal (colosso industriale mondiale, operante nel settore dell’acciaio), #Heidelberg Materials, #Basf, #Siemens, e tre italiane di rilievo: #Unicredit, #Prysmian e #Buzzi.
I settori più favoriti? Costruzioni, industriali, energia, consumi e lusso, grazie alla ripresa della domanda e alla normalizzazione dei rapporti economici.
Gli analisti prevedono una rotazione dei portafogli verso titoli legati alla ricostruzione e alle infrastrutture, mentre comparti come difesa e utility potrebbero mostrare volatilità.

