È una nota teoria secondo la quale gli investitori dovrebbero uscire dal mercato a maggio, restare disinvestiti per tutta l’estate (periodo storicamente più debole per l’azionario) e rientrare a novembre.
Stando ai dati di #CFRA, dal 1945 fino all’aprile del 2026, l’indice #S&P500 ha guadagnato in media circa il 2% tra maggio e ottobre, contro il 7% circa messo a segno nel periodo che va da novembre ad aprile.
Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, la debolezza del semestre estivo non è stata affatto una regola.
La stagionalità, presa da sola, dice poco: i rendimenti dipendono anche dal contesto di mercato e dall’andamento dei mesi precedenti.
Se l’anno parte bene, l’estate tende ad essere positiva e per il 2026 ci sarebbero tutti i presupposti:
- Utili solidi
- Economia resiliente
- Tassi fermi
In conclusione, non esiste una ricetta universale, tuttavia, è plausibile pensare che restare investiti nei mercati finanziari sia un comportamento più virtuoso rispetto a quello di tentare di cogliere il momento giusto per entrare/uscire (il cosiddetto “market timing”).

